Ti sei mai chiesto…?


di Maurizio Conti – Marzo 2017 – FabLab Romagna A.P.S.

Ti sei mai chiesto come mai di 100 idee che hai avuto, solo poche si sono poi concretizzate?

Anche noi del FabLab ci siamo passati e siamo convinti che la risposta sia questa: “eri solo”!

Hai mai provato quindi a condividere un’idea?

Si OK, è molto difficile all’inizio, ti sembra di svelare un segreto, ti sembra di essere un fesso e ti viene da dire “era meglio se la tenevo per me!”

Ma se superi questo pregiudizio e condividi nel modo giusto la tua idea, (ad esempio pubblicandola su licenza Creative Common) succede che quell’idea, pur rimanendo tua, prende vita diventando nel tempo una cosa vera.

Questo rende davvero felici, provare per credere.

 

Il Fab Lab potenzia questo concetto

Da un lato ti da la possibilità di utilizzare strumenti (logistici, tecnologici e umani) con i quali realizzi la tua idea, dall’altro ti chiede chiaramente di condividere la tua idea.

C’è un punto nella FabChart che esplicita chiaramente questo concetto.

Chi detiene la proprietà delle invenzioni realizzate nel Fab Lab?

Progetti e processi sviluppati nel Fab Lab possono essere protetti e venduti in base alle scelte del proprio inventore, ma devono restare disponibili per le persone che vorranno utilizzarli o studiarli per imparare da essi.

Il Fab Lab consente quindi a te di utilizzare un laboratorio digitale che altrimenti non potresti permetterti, dotato di computers, stampanti 3D, taglierine laser, plotter CNC, e ti consente di farlo con persone che hanno competenze per usarle.

Per tutto questo in cambio ti chiede di ricordarti di come era brutto quando eri solo.

Il Fab Lab manda avanti

Il Fab Lab non è solo il garage dove trasformare i tuoi sogni e le tue idee in oggetti reali, ma è anche un posto dove la condivisione, la contaminazione delle idee, l’impegnarsi insieme per risolvere un problema sono all’ordine del giorno.

 

Il Fab Lab a volte rende difficile concentrasi su un problema, per questo nella FabChart c’è un punto dove dice:

Chi può utilizzare il Fab Lab?

I Fab Lab sono disponibili come risorsa comunitaria e offrono libero accesso alle persone così come accesso programmato in funzione di specifiche attività.

La parolina magica qui è accesso programmato che significa che, se vuoi, puoi venire in giorni particolari dove non trovi la solita confusione di persone che interagiscono tra loro molto animatamente, ma trovi solo poche persone che lavorano concentrate sul loro progetto, disturbandosi il meno possibile.

 

Nella FabChart poi ci sono delle regole che sono esplicite. Ad esempio:

Quali le responsabilità degli utilizzatori?

sicurezza: non arrecare danno a persone o cose

operatività: collaborare alle operazioni di pulizia, mantenimento e potenziamento del laboratorio

conoscenza: contribuire a documentare e formare

Queste regole in apparenza banali sono la salvezza del FabLab.

In questo momento storico in cui FabLab Romagna è davvero un embrione di Fab Lab, non c’è posto per chi si aspetta di trovare un laboratorio sempre pulito, perfetto e funzionante se poi lui per primo non si adopera affinchè questo accada.

Come in una ricetta, gli ingredienti più importanti vengono messi prima.

La frase “non arrecare danno a persone o cose” è al primo posto ma è anche naturale che sia così… è palese, è sottintesa, non ha bisogno di spiegazioni se non quella di dire che il Fab Lab è un laboratorio vero dove non si viene per giocare.

Mentre da una parte l’entusiasmo di chi lavora dentro ad un Fab Lab si respira nell’aria, dall’altra non bisogna mai dimenticare che un atteggiamento troppo giocoso è sempre da evitare per motivi di sicurezza.

La frase invece sulla operatività va smontata in quattro parti per essere capita:

  1. Collaborare: ne abbiamo già parlato; significa andare d’accordo, stare insieme e venirsi incontro a vicenda condividendo le esperienze.
  2. Operazioni di pulizia ovvero:
    1. Lasciare il posto migliore di come l’abbiamo trovato
    2. Non dire “non l’ho messo in disordine io quindi non sta a me pulire”
    3. Se vedi che è sporco o in disordine, pulisci e sistemi senza farti troppe domande.

    Chi ci da lo spazio fisico dove lavorare, pretende da noi serietà, pulizia e ordine.
    Lavorare in un posto sporco e disordinato non è per niente bello ne edificante.

    Imparare a pulire e a tenere in ordine le cose è importante, spesso è il primo compito al quale un tecnico viene chiamato.

    Quando riparo un PC ad esempio, prima lo pulisco. Quando uso il plotter per il legno, pulisco i trucioli con l’aspirapolvere anche se non sono i miei.
    Quando vedo dei trucioli nel trapano a colonna, li pulisco anche se non li ho lasciati io.

    Quando, a fine giornata vedo un attrezzo in giro lo metto al suo posto e inoltre:
    Un posto per ogni cosa, ogni cosa al suo posto.

  3. Mantenimento:
    Se si rompe un attrezzo bisogna ripararlo.
    Se sparisce un attrezzo bisogna ricomprarlo.
    La roba non si porta a casa, ne si nasconde se per caso si rompe.
    Il motto “Un posto per ogni cosa e ogni cosa al suo posto” aiuta a questo.
  4. Potenziamento:
    Questa è la parte che ora va studiata meglio.
    Siamo in un momento in cui il LAB è praticamente vuoto.
    Tutti si aspettano che qualcuno lo riempia ma quel qualcuno siamo noi che lo frequentiamo.
    Se manca una cassettiera porta attrezzi e io conosco qualcuno che ce la può fare gratis o regalare mi posso (anzi mi devo!!) attivare affinché il laboratorio piano piano si organizzi di tutto l’occorrente che serve per lavorare a proprio agio e in sicurezza.

Ognuno di noi quindi usi pure liberamente il Fab Lab per le proprie idee, le coltivi, le metta in pratica, coinvolga le persone, faccia le foto e le pubblichi sul blog perchè l’associazione FabLab Romagna A.P.S. ha bisogno anche di visibilità.

Quello che facciamo è divertente, educativo e bello … e il mondo lo deve sapere.

Ricorda infine:
Ognuno di noi, quando può accedere ad un Fab Lab, ha tutto quello che gli serve per crescere.

 

Maurizio Conti – Marzo 2017
FabLab Romagna A.P.S.

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