Tempo di ripensare la scuola… tempo di fablab resilienti.

Chi mi conosce sa che uso l’aggettivo mitico per indicare persone particolari, persone che hanno saputo pensare oltre il normale, hanno saputo vedere e progettare il nostro futuro.

In campo informatico non è per niente semplice perchè l’evoluzione è talmente rapida per cui fra un mese ci saranno cose in movimento a cui noi ora non sappiamo dare neanche un nome.

Mitico è Nicholas Negroponte (https://it.wikipedia.org/wiki/Nicholas_Negroponte) co-fondatore di MediaLab al MIT di Boston, mitico 🙂 archetipo di tutti i fablab del mondo, culla dell’ambiente Scratch con cui lavoro.

Ma il progetto che mi ha molto colpito a suo tempo e che ispira questo articolo è One Laptop per Child.

Qualcosa di vecchio, almeno a giudicare da pagina wikipedia dedicata (https://it.wikipedia.org/wiki/One_Laptop_Per_Child) in cui L’ultima data citata è del 2008 e in cui non sono segnalati aggiornamenti dopo la versione laptop del 2007 circa.

Molto interessanti e attualmente risibili, secondo me, le critiche al progetto secondo la pagina wiki italiana.

Ma analizziamole in dettaglio…

Fin dall’inizio del progetto vi erano dubbi sull’utilità di promuovere simili tecnologie in aree dove spesso mancano scuole, insegnanti, elettricità e non si ha neanche qualcosa da mangiare.”

Incredibile… 

Qualcuno pensa ancora che sia meglio dare acqua confezionata ai paesi poveri… piuttosto che insegnare a costruirsi strumenti per scavarsi pozzi?

Le valutazioni del progetto eseguite in Perù ed Uruguay hanno rilevato che molti computer si sono guastati e dopo due anni solo un quinto degli studenti lo usava ancora, inoltre è stato verificato come i bambini con accesso ai portatili non hanno ottenuto risultati migliori rispetto a quelli senza[6].”

“L’Agenzia di stampa ufficiale New Agency of Nigeria ha dichiarato concluso il progetto nelle scuole primarie quando ha constatato che gli studenti nigeriani visitavano le pagine pornografiche coi loro portatili[7].”

Banalità… oggi sono banalità.

Perchè è ovvio che il computer non è qualcosa di buono ed efficiente a prescindere.

Lo è solo se inserito in un contesto educativo adeguato.

Internet non è buona. Internet può essere usata molto male e fare male alle persone.

Quindi eliminiamo Internet?

Oggi Internet non è solo un luogo di crescita per le persone ma anche di tutela delle conoscenze e libertà delle stesse persone… inoltre nel mondo sconvolto da pandemia si è rivelato veramente vitale per l’umanità.

” Il 9 gennaio 2008 la BBC ha lanciato una polemica tra Nicholas Negroponte e Intel a causa del prezzo troppo basso del calcolatore “

Troppo basso per chi?

E qui arriviamo al punto.

Chi scrive, co-fondatore e presidente di FabLab Romagna, è anche insegnante di Informatica e responsabile di laboratorio.

Proprio su “responsabile di laboratorio” va la mia attenzione.

La situazione che stiamo vivendo è unica.

Stiamo letteralmente riprogettando la scuola.

Se le modalità di sicurezza necessarie fra le persone rimarranno valide… i laboratori cui avevamo accesso in tutto il mondo sono morti.

Lavori di gruppo in uno stesso ambiente… come?

Dimezzare pc nei lab per garantire distanze minime accettabili: classi a metà?

Come attivare sterilizzazione ambienti e soprattutto sarà impossibile, senza sterilizzazione a ogni cambio classe, che ragazzi nuovi possano usare stesse tastiere e mouse.

Soluzione più pratica che vedo?

One Laptop per Child.

Non pensata solo per il sostegno alle comunità più in difficoltà… ma per tutti.

Tutti siamo in difficoltà.

Mai come in questo momento sono emerse fra i nostri studenti differenze socio-economiche pesanti.

Fra i ragazzi con la loro cameretta tranquilla, laptop personale, internet efficiente e consulenza competente di familiari… e ragazzi senza cameretta. con pc condiviso con fratelli e genitori che ci devono lavorare, internet che, se va, va a sputo e i familiari non vanno neanche ritirare i pc che la scuola mette a disposizione perché sono intimoriti da strumenti sconosciuti…

Ora è necessario tirare fuori la nostra creatività e le nostre competenze per progettare e produrre il laptop utile.

Utile a livello personale ma anche nella scuola.

Le scuole dovranno anche mettere a disposizione in prestito questi strumenti, come libri di biblioteca pubblica.

Alcune caratteristiche importanti:

Leggero: deve essere trasportabile a scuola

Open: deve essere aperto alla crescita a costo zero

Robusto: deve resistere a usura oltre il normale… non come un libro normale, ma come un libro di biblioteca.

Ecologico: quando si producono milioni di oggetti… sarà meglio tenerne conto

Economico: nel senso che sappia resistere, a un prezzo adeguato, all’evoluzione tecnologica e ricordandoci che ogni € si traduce in milioni di €

Potremo pensare a varie versioni a seconda delle necessità del tipo di studente.

Voglio un laptop resiliente.

Da wiki: la resilienza è un concetto che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

Il laptop sarà solo uno strumento che potrà aiutarci se insieme sapremo costruire la nostra resilienza.

Per favore, iniziamo a pensarci… i nostri figli e i nostri nipoti ce ne saranno grati.

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